Posts in Category: Digitalizzazione 3D

La digitalizzazione del San Michele Arcangelo

Il Museo Diocesano di Caltanissetta è nato sulla spinta di alcune donazioni e per la caparbia volontà di Monsignor Giovanni Speciale che lo istituì nel 1983. Nel tempo la collezione è diventata sempre più cospicua arrivando ad occupare l’intero piano terra del Seminario Vescovile dove ha la sua sede. Tra le opere pregevoli che il museo ospita un riguardo affettuoso è riservato alla statua dello scultore locale ottocentesco Giuseppe Frattallone: San Michele Arcangelo, una statua di piccole dimensioni che però rivela in ogni dettaglio una raffinatissima fattura.
È proprio in occasione del restauro di questa importante opera che la direttrice del museo, Professoressa Francesca Fiandaca, ha deciso di operarne l’archiviazione digitale. L’occasione d’altra parte era irrinunciabile: perché non testimoniare il restauro di un’opera di tale valore attraverso la digitalizzazione 3D in modo da “conservarla” nel suo aspetto migliore?
Per tale operazione è stata coinvolta Hyperion xd che in stretta collaborazione con lo staff del museo ha messo a punto una strategia a basso costo: si è effettuata una serie di riprese fotogrammetriche ad alta definizione dove attraverso dei processi di decodifica si è realizzato il modello digitale della statua. Tale modello contiene tutti i dati matematici della copia reale e le textures del materiale di origine cosa che potrebbe consentire anche la replica della statua tramite stampa 3D.
Il museo adesso è pronto a lanciarsi nell’avventura digitale, un campo che offre nuove e inaspettate forme di fruizione.

 

San Michele Arcangelo

La Cripta di S. Maria delle Grazie

Le nuove tecniche di digitalizzazione applicate ai manufatti storici

Restituita al culto la Chiesa Madonna della Grazia annessa all’ex Convento dei P.P. Agostiniani Scalzi in Caltanissetta”

Nell’area oggi occupata dalla chiesa agli inizi del XVII sec. si ha notizia dell’esistenza di una piccola cappella dedicata alla Madonna della Grazia che la leggenda narra fosse sorta per devozione del popolo nisseno verso un’immagine della Vergine dipinta da Pietro Novelli ritenuta miracolosa. Il sito, fuori dal centro abitato, era denominato contrada Canalicchio e prospettava sull’antica strada per Palermo; nel 1620, sullo stesso luogo, inizia la costruzione della chiesa attuale grazie alle elemosine raccolte dai fedeli. Nel 1626 viene benedetta la posa della prima pietra che la leggenda narra abbia posto il giovanissimo Don Luigi Guglielmo Moncada nascondendo sotto di essa alcune monete d’oro; il complesso conventuale che sorse adiacente alla chiesa si affacciava sul vallone del Canalicchio in fondo al quale scorreva il torrente delle Grazie, oggi interrato. Nel 1630 ca. la chiesa risulta già funzionante ed aperta al culto, molto frequentata dai notabili della città nonostante la sua posizione extraurbana; da atti notarili del seicento si evince che la chiesa fosse prescelta frequentemente, come luogo di sepoltura.
L’interno della chiesa ad unica navata è conclusa da una volta a botte, le superfici caratterizzate da paraste aggettanti sono decorate con stucchi e riquadri, di notevole pregio le grandi tele poste sugli altari laterali mentre sull’altare maggiore si conserva il piccolo quadro della Madonna della Grazia attribuito a Pietro Novelli.

Nel settembre del 2015 sono stati condotti gli scavi all’interno della chiesa per verificare l’esistenza di una cripta; immediatamente individuata la scala d’accesso, posta lungo l’asse longitudinale, si è messo in luce un manufatto a pianta rettangolare diviso in due ambienti, le dimensioni complessive sono m 4,00 per 2,70, la copertura a volta a botta risulta sezionata longitudinalmente per consentire la realizzazione della pavimentazione della chiesa.
Il 4 dicembre scorso la chiesa è stata restituita al culto

Grazie anche alla sensibilità della locale sezione della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, accanto ai lavori di scavo sono state eseguite delle rilevazioni, basate su tecniche di realtà virtuale, documentali e fotogrammetriche. Tali rilevazioni hanno diverse finalità: di far visitare al pubblico i ritrovamenti anche quando non sarà possibile più accedervi; di consentire agli studiosi di continuare le valutazioni storiche e a formulare ipotesi e deduzioni anche quando il vano sarà chiuso, data la posizione centrale che occupa all’interno della chiesa. E il tutto senza essere necessariamente sul posto.
Si è realizzato un modello matematico dell’ambiente scoperto, misurabile in ogni suo aspetto, che ne riproduce fedelmente le caratteristiche fisiche. Questo modello, insieme ad una vista a 360° interattiva si presta alle più svariate applicazioni. Gli scenari che le nuove tecniche aprono sullo studio e sulla fruizione dei beni culturali sono impensabili e soprattutto i nuovi modi di visualizzazione serviranno ad avvicinare sempre più il pubblico alle opere della nostra storia.

Maggiori contenuti multimediali alla pagina dedicata.

Le immagini sono pubblicate per gentile concessione della Soprintendenza ai BB. CC. AA. Di Caltanissetta.

Particolare tomba gentilizia

I Biangardi, padre e figlio, sono delle figure molto importanti per la città di Caltanissetta in quanto verso la fine dell'800 realizzarono le statue per i gruppi statuari delle "Vare" che sfilano il Giovedì Santo per le vie cittadine in una processione estremamente suggestiva. Le Vare,  quindici statue di grandi dimensioni che rappresentano in modo molto realistico la passione di Cristo, venivano un tempo portate in spalla , oggi spinte, da rappresentanti delle varie corporazioni artigiane per il percorso storico della città. Ma i Biangardi non realizzarono solo le Vare, le loro opere sono disseminate in molte chiese della provincia e nel cimitero monumentale Angeli. La tomba che presentiamo si trova in una zona molto suggestiva proprio sotto la rocca di quello che un tempo fu il maestoso Castello di Pietrarossa e circondata da altre tombe monumentali di grande pregio. La particolarità di questa tomba è che l'intervento dei Biangardi si concentra tutto sulla copertura e consiste di quattro figure femminili rappresentanti la Fede, la Speranza, la Carità e la Religione disposte ai vertici di un quadrato gradonato che culmina con un obelisco.

Una giornata virtuale per il FAI – Dentro il Mistero

da Biangardi a Leonardo

La tradizionale manifestazione primaverile organizzata dal FAI, svoltasi questa'anno il 19 e 20 marzo,  in cui si aprono al pubblico monumenti normalmente non accessibili, quest'anno ha aggiunto una novità. Una parte dell'evento, ospitata dal museo diocesano di Caltanissetta, è stata riservata a un aspetto molto importante della nostra cultura cittadina: le manifestazioni della Settimana Santa. L'evento che coinvolge molte attivitàdi tipo immateriale naturalmente non era riproducibile in un museo. Ci si è soffermati su una delle manifestazioni più sentite dell'intera Settimana e cioè la processione delle Vare che sfilano il Giovedì Santo. In particolare, approfittando anche della presenza dei cosiddetti "Apprendisti Ciceroni", i ragazzi delle scuole superiori hanno ripercorso, per il pubblico intervenuto, la storia dei vari gruppi sacri, accompagnati da immagini realizzate da Hyperion xd e da un filmato realizzato dall'associazione Metanoeite. 

Le immagini, organizzate in una struttura multimediale, hanno cercato di catturare la bellezza dei gruppi scultorei eseguiti dai Biangardi, padre e figlio, che nel contesto della processione si confonde tra gli addobbi floreali, le grida, il fumo dei ceri, la distanza, cercando di mettere in rilievo l'abilità artistica, il contesto storico, i riferimenti figurativi.

Dentro il Mistero

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